Sunday, January 18, 2009

1200 km al Nord (2)

La prima tappa era vicino a Darganville, dove ci aspettava una camminata fra la foresta dei Kauri, l'albero più famoso della Nuova Zelanda.
Alla sera invece avevamo prenotato una notte a Kaitaia per rilassarci prima della impresa di raggiungere Cape Reinga.
Vi lascio la foto con la mappa del viaggio.


Foto museo dei Kauri




Ruggero alla guida su strade super trafficate

picnic prima della passeggiata dentro la foresta







ripreso il viaggio per Kaitaia




altro stop per vedere il più vecchio albero neozelandese.
Vale e Gian ve lo ricordate ?



le prime dune sull'oceano pacifico



pronti per salire a bordo del traghetto per la L U N G A a a a ...... attraversata




Al Motel ci siamo arrivati verso le 7 di sera dopo un lungo viaggio fra le colline neozelandesi, abitate da migliaia di pecore e mucche, passando fra piccoli villaggi appariscenti, distese di campagna coltivata a granoturco, le onde dell'oceano pacifico che si infrangevano su scogli millenari che costeggiavano la strada sulla nostra salita mentre risalivamo l'isola.
Il tutto reso ancor più splendente da un Sol "Leone" , anche se da queste parti si chiama Sol "Capricorno", che picchiava veramente forte.
La nostra splendida macchinina non ha l'aria condizionata, quindi vi lascio immaginare come abbiamo viaggiato.
La tappa fra la foresta è stata molto bella, uno per la maestosità di questi giganti della natura (alberi che contano fino a 1200 anni) e due perchè tutto il percorso all'ombra, per niente difficile, anzi direi "easy", dopo un pranzo al sacco era la miglior cosa ci potesse capitare per rinfrescare le nostre menti e soprattutto il corpo. Dopo un'oretta di tracking, siamo ripartiti per il Nord. Poche le tappe, giusto quelle per farci un drink conle riserve che avevamo nel nostro frigo da campeggio e naturalmente per immortale la bellezza di questa natura che ci circonda.
La stanchezza si faceva sentire e a pomeriggio inoltrato dopo la pausa a Opononi, dove ci sono delle spendide dune di sabbia affacciate sull'oceano (dove tra l'altro ci eravamo già fermati esattamente tre anni fa quando erano venuti a trovarci i nostri cugini Valentina e Gianfranco) abbiamo optato per tagliare il tragitto in macchina e prendere il ferry che collega due parti della penisola, in modo di accelerare i tempi di raggiungimento del Motela Kaitaia, dove ci aspettava una pool e la piscina. Idea migliore non potevamo avere !
Siamo saliti a bordo, spento la macchina e dopo 15min di nuovo a riva per ripartire. Eccezionale veramente.
Questa scelta ci ha portato a percorrere una strada un pò meno scorrevole, fatta di molte curve e paesaggio più "forestale", ma sicuramente più corta.
Dopo essere andati al mercato a comperare 4 buone bistecche neozelandesi, siamo andati al Motel pronti per la nostra oretta di Relax, prima della cena con carne ai ferri sul BBQ del Motel stesso. Purtroppo la Spa non funzionava correttamente e quindi niente "massaggio ossigenato".
Fa niente. Ci siamo comunque rilassati lo stesso. Una bella doccia rigenerante poi e via con le bisteccone.

1200 km al Nord (1)

Cosa abbiamo fatto a capodanno ?
Indovinate !
Vabbè, ve lo raccontiamo noi.
Alle 6.30pm il sottoscritto è andato al bbq a Devenport a casa di Iv and Isabelle, dove mi aspettavano anche il restodella compagnia "internazionale", mentre la cara Rosi si riposava, si faceva una bella doccia con tutta tranquillità e si preparava per la serata con i miei colleghi di lavoro in un appartamento vicino al centro da dove potevamo gustarci anche i fuochi sulla Sky tower. Abbiamo anche in questo caso dovuto spezzare la serata in due posti diversi per cercare di accontentare tutti.
Al primo appuntamento lei non è venuta perchè poverina aveva dovuto lavorare fino al tardo pomeriggio e non se la sentiva di fare le corse, soprattutto guardando al programma per il giorno dopo, il primo dell'anno.
Io invece avevo lavorato solo fino all'una e quindi avevo avuto a disposizione più tempo di relax.
Dopo la breve apparizione dai ragazzi a Devenport dalle 6.30 alle 9.30, con una pausa di oltre mezzora per cercare di addormentare la piccola Manon,
cosa fortunatamente riuscita (mi devo abituare, e quindi ne ho approffitato per fare dell'allenamento), sono ritornato a casa a prendere la mia principessa che nel frattempo mi aspettava in salotto con il suo "bellissimo" abito da sera.
Il "cenone" è stato leggero se così si può dire. Non è stata affatto un'abbuffata. Abbiamo aspettato la mezzanotte mangiucchiando, chiacchierando e curiosando la casa che ci ospitava, visto la sua particolare bellezza.
Dopo i classici fuochi d'artificio portati da Sandro anche per divertire i bambini presenti, abbiamo iniziato a ballare della musica rap-funky portata dalla bambina di Stefano (dodicenne) e logicamente a prenderci in giro uno con l'altro.
Dimenticavo..... ho brindato anch'io con un goccio di spumante francese l'anno nuovo. Speriamo porti fortuna.
C'erano le famose lenticchie, l'uva etcc... tutte quelle cose che ti faranno diventare ricco per l'anno a venire.
Siamo stati invitati a questo "Party" e ci siamo andati volentieri soprattutto perchè era il 50esimo compleanno di uno dei miei titolari.
Già, uno di quelli nati il 1 di Gennaio. Che culo !! O forse una sfortuna se la si guarda che si perde una festa. Non lo so !
Voi cosa dite ?
Alle due e mezza, dopo essere ritornati a Devenport (sobborgo a circa 10 km dal centro dove ci trovavamo) per naturalmente portare i nostri migliori auguri, siamo andati a nanna, consapevoli che le ore rimaste prima di ripartire non erano molte.
Infatti alle 6 e mezza avevamo la sveglia per prepararci per il lungo viaggio verso Cape Reinga. Un viaggio di 4 giorni (la nostra breve vacanza estiva) con un programma di attività abbastanza intenso, soprattutto per una signora al 6esto mese di gravidanza.

Alla partenza da casa verso il centro primo stop. Obbligatorio ! Tutti quelli in macchina sono stati sottoposti al test "alcolico" del 1° dell'anno. Non ci potevi scappare. Uno a uno venivano fermati.
Per fortuna alla guida c'era la mia cara mogliettina, altrimenti sarei stato nei guai, visto il goccio di spumante bevuto a mezzanotte........



In questo paese ci siamo fermati a prendere un caffè dopo un paio di orette di guida. Questa foto l'abbiamo fatta per i ns cugini Vale e Gian per vedere se si ricordano di questo "speciale" takaway dove tre anni fa ci siamo fermati a prendere del riso visto che il sottoscritto non poteva mangiare altro. Vi ricordate quello con un unico tavolino rotondo e solo 3 sedie ?

annuncio presente all'interno del museo dei Kauri vicino a Darganville.


to be continued ......

Saturday, December 27, 2008

Natale a Auckland

Il Natale a Auckland ?

Strano ci vien da dire. Anzi stranissimo.
Abituati come eravamo al freddo, neve e giornate corte, viverlo al caldo, mare e giornate di luce dal mattino alle 6 fino alle 9 di sera è comunque strano per noi.
Vedere i finti Babbi Natale che giocano a rugby sulla spiaggia, o quelli che passano con i pattini a rotelle lungo la pista ciclabile della città, fa molto sorridere.
L'atmosfera che si respira, credetici, è completamente diversa.
Non ci sono le vie illuminate dalle luci natalizie, il rumore degli spazzaneve che cercano di liberare le strade innevate, i grossi alberi di pino ad addobbare le piazze dei vari peasini e neppure le vetrine dei negozi piene di pannettoni o di vestiti pesanti per difendersi dal freddo. Qui di addobbi natalizi pochissimi, le vetrine piene di costumi da bagno e tavole da surf.
Purtroppo questa atmosfera prettamente estiva affievolisce lo "spirito" vero del Natale secondo le nostre vecchie usanze.
La mia cugina Liana ci ha inviato un bellissimo racconto natalizio da lei scritto e vi assicuro che mentro lo leggevamo abbiamo una volta in più realizzato quanto diversi ci sentiamo in questo momento. Poi ci si ferma un attimo a pensare e quello che ci balena in mente è che guardando alla nostra storia cristiana il piccolo Gesù è nato nella città di Betlemme, un posto dove di abeti o pini imbiancati dalla neve forse ce n'erano pochini e soprattutto le strade dell'allora paese santo, non erano nemmeno tanto illuminate da luci colorate. Allora ecco che il cervello inizia a macinare pensieri e alla fine si arriva alla conclusione che non importa quello che ti circonda, ma quello che si porta dentro di se. Non sono gli addobbi a fare il Natale, è il nostro cuore che lo può rendere un giorno speciale.
Ovviamente non nascondiamo che in queste circostanze è tutto più difficile per noi. Lontani dalle famiglie a noi care, da tutti i parenti e amici che sono stati e sono parte della nostra vita. Però anche questo nostro nuovo cammino porta con se qualcosa di speciale e il fatto di trovarsi a migliaia di kilometri dalle nostre radici, non ostacola il nostro carissimo augurio di un Meraviglioso Natale e un Felice Anno nuovo a tutti voi.
Sono molte le testimonianze della forza del pensiero.
Mi vengono in mente i racconti sulle preghiere (di qualsiasi fede), oppure un libro che lessi anni fa sulla civiltà aborigena australiana e per finire quanto ho visto una sera in televisione quando hanno fatto vedere come oggigiorno un computer possa aiutare un paraplegico a muoversi con la carrozzina o adirittura a "parlare" anche se completamente paralizzato, solo grazie al fatto che un computer riesca a catturare il suo pensiero e lo trasformi in ..... movimento meccanico o digitale. Storie veramente incredibili.
Quindi cari nostri lettori, quando avete un attimo di tempo libero, pensate a noi e fatelo se possibile sempre con un sorriso. Se vi capita potete anche ridere, anche se vi trovate in compagnia di altre persone e se qualcuno vi chiede se siete diventati matti, dite loro che ci stavate pensando e che la colpa e nostra. Fatelo tranquillamente.
Ritornando al nostro Natale vi diciamo solo che lo abbiamo trascorso in ottima compagnia. Abbiamo cercato di essere presenti in più case, non vogliamo dire nello stesso momento, ma quasi. Avevamo "fortunatamente" ricevuto più di un invito e purtroppo abbiamo anche dovuto rinunciare ad un paio, ma veramente era fisicamente impossibile.
In breve vi dico solo che la cena di Natale l'abbiamo trascorsa in compagnia di altre due coppie di amici, una delle quali ha avuto da pochissimo (circa un mese) una stupenda bambina, nommé Manon (i genitori sono del Belgio). Il mattino del 25 siamo stati a casa di uno dei figli della mitica coppia Peter & Linda i neozelandesi che sono diventati i nostri "genitori addottivi" immaginandoci di fermarci un pochino, il tempo di prendere un caffè e scambiarci gli auguri (così pensavamo stando a quanto ci avevano velocemente accennato al telefono nelle settimane precedenti) e ritrovandoci invece immersi in una tavolata ricoperta di cibo da far impallidire pure Obelix. Vi dico solo che ad un certo punto verso le 9 e mezza è arrivato un signore con un maialino fatto al forno. Non vi raccontiamo tutto, altrimenti vi teniamo bloccati allo computer per più di un'ora. A mezzogiorno poi avevamo appuntamento a casa del mio titolare per il classico pranzo di Natale, dove siamo rimasti fino alle 6 e mezza di pomeriggio. Pure il sottoscritto, noto per le sue difficoltà "palative" ha fatto parecchie eccezioni alla sua dieta, anzi diciamo che non è riuscito a resistere posto davanti a tanto ben di Dio. In queste occasioni abbiamo sicuramente saziato molto di più il corpo che non lo spirito. La sera di Natale invece l'abbiamo dedicata alla meditazione e alle telefonate a casa.
Il tempo meteoroligico ? La vigilia brutto con pioggia a tratti e aria freddina, più consono alle nostre abitudini diremmo. Il giorno di Natale invece a metà mattinata il cielo si è aperto e il Sole estivo ha fatto il suo dovere.
Quasi dimenticavo......
Abbiamo fatto anche l'albero natalizio in casa, spinti dalla pressione di Rosi che come una vera Regina una sera mi ha detto con tono regale : "Io un Natale senza l'albero non l'ho mai fatto, e non intendo farlo MAI !!!!".
Così dopo giornate a pensare a come accontentarla il sabato prima al mattino mi sono svegliato e ho avuto una idea brillante (almeno secondo me). Con l'aiuto di Mr. Roger siamo andati in una baia per prendere ciò di cui avevo bisogno e dopo una "faticaccia bestiale" abbiamo trovato quasi tutto quello che mi serviva.
La Domenica lo abbiamo preparato. Un albero natalizio "marino", adatto all'ambiente che ci circonda. Lascio a voi commentare questa opera d'arte.
Ciao e ancora tanti auguri a tutti.

Ecco il mitico Albero Natalizio di St. Heliers






La cena della Vigilia con alcuni amici.




La leggerissima colazione al mattino dagli Stopforth.





Apertura regali in salotto con i bambini super eccitati e i grandi a guardare con pazienza.


La mitica "Babba Natale" Sonia, la padrona di casa.


Qui invece al pranzo con colleghi di lavoro a casa del titolare.


Piccole novità dal nostro mondo

Da tempo non ci si sente vero ?
Chissa perchè ?
Direi fondamentalmente pigrizia da parte dell'editorista.
Sapete com'è ?!
Durante la settimana si lavora parecchio (l'azienda in cui lavoro non ha ancora risentito della
recessione, anzi ...) e quando si arriva a casa dopo quasi 10 ore spese su un monitor del computer
non si ha tutta quella voglia di risedersi in una scrivania a pigiare ancora i tasti delle lettere. Ad essere sincero succede spesso
dopo cena, ma vado ad approfondire cose più legate alla mia professione che non temi sociali.
E' un peccato e lo so, ma molte volte è più forte di me.
La cara mogliettina poi, non ne parliamo, il computer in questo ultimo periodo lo usa solo per
motivi strettamente personali. E' così stanca alla sera dopo una giornata di lavoro che, come ama
dire continuatamente, vuole rilassarsi.
Ci sono giornate in cui preferiamo fare una bella passeggiata attorno a casa per rilassare la mente.
Il tempo è così bello che rimanere chiusi fra quattro mura anche dopo lavoro, è proprio da cretini.
Il fine settimana questo grande strumento che sto ora utilizzando per comunicare con voi, è praticamente
bandito. Tutto il resto va bene, ma la tecnologia viene letteralmente accantonata.
Questo fa si che i momenti per scrivere su questo splendido Blog diventino sempre più rari.
Riceviamo migliaia di commenti ogni giorno che ci chiedono spiegazioni, ma non riusciamo veramente
a rispondere a tutti. Quindi se qualcuno non dovesse ricevere alcuna risposta è pregato di non
prendersela, non lo facciamo apposta.
Accidenti, mi sto accorgendo che il naso si sta allungando. Chissa mai perchè ?
Le novità da raccontarvi oggi sono queste:
1a) nuovo arrivo in Auckland da circa una decina di giorni, il fratello della Rosi, quello che
da queste parti viene chiamato dai neozelandesi,..... Roger.
2a) la pancia della mia cara che continua a crescere sempre di più e chi c'è dentro si fa
sempre più sentire; incredibile, non ho altre parole per descrivere questo stupendo evento.
3a) la rinuncia al viaggio alle Vanuatu per il matrimonio di Alberto e Olivia.
Come accennato sopra il fratellino e mio cognatino è arrivato in terra kiwi due venerdì fa.
Arrivato stravolto da un viaggio non facile da digerire. Era poi il suo primo viaggio in aereo,
e come prima scelta ha deciso di affrontare quello più lungo in assoluto per uno che vive in Italia.
Non male direi. Dopo i primi tre giorni a riprendersi dal fuso orario e da un cambiamento climatico alquanto brusco, diciamo pure da un -4 gradi di casa e con neve in caduta da giorni, ad un +25 con un sole che dopo mezz'ora lascia il segno sulla pelle, soprattutto di un "turista" come lui, con un color latte appena munto, quasi da far invidia ad un irlandese. Molti nostri amici infatti
non ci credono quando diciamo loro che anche lui arriva dall'Italia. Tutti gli dicono che sembra
più un tedesco. Sembra che la cosa lo diverta. Daltronde, bianco di pelle, biondo di capelli e con
gli occhi azzurri, non si può definire quello che loro considerano il classico italiano meditterraneo.
La pancia di Rosi è proprio bella rotonda. La "indossa" con fierezza. Ogni tanto la sento dire che inizia a pesarle, ma si sa ..... è come quello che mangia sempre riso. Dopo un pò ci sono momenti in cui vorresti avere qualcosa di diverso. Naturale penso.
La gravidanza sta proseguendo per il meglio. Siamo molto fortunati. Lo sappiamo... lo sappiamo.
c'è una serenità che ci avvolge che ci meraviglia. Senza parole.
I momenti in cui ci si guarda negli occhi e si pensa ai nostri cari che non la stanno purtroppo vivendo con noi ci sono sempre, ma sono scelte di vita. Alle volte bisogna rinunciare a qualcosa.
Inizialmente ci si facevano parecchie domande a tal proposito. Giorno dopo giorno abbiamo capito che non sempre erano la cosa migliore. Oggiogiorno siamo fortunati perchè possiamo dire di aver incontrato delle belle persone anche in questo nostro nuovo sentiero. Persone che si sono rilevate molto care.
Gente che ci ha regalato vestitini per il neonato/a, cose utili sempre per i primi mesi, come la
vaschetta per fargli il bagno e tante altre belle cose.
Abbiamo fatto amicizia con parecchie persone fra le quali ci sono una ragazza che ha appena avuto la bambina il mese scorso, tre che lo avranno il mese dopo a noi. Bellissimo. Ci sentiamo parte di un gruppo straordinario. Il vantaggio di saper comunicare e soprattutto capire ha fatto la differenza.
Ricordiamo spesso i primi mesi di tre anni fa quando arrivammo per la prima volta. E' stata veramente dura ritrovarsi in mezzo a persone che non riuscivi a capire e soprattutto a farti capire. In particolare per noi due, abituati a chiacchierare parecchio e cercare sempre di "attaccare bottone".
Adesso finalmente dopo il primo scoglio dei mesi del rientro, il mare si è calmato. La barca sembra aver trovato il vento in poppa, anche se alle volte ci ritroviamo la bolina e raramente siamo senza vento e dobbiamo ammainare le vele e gettare l'ancora. Poi si aspetta un pò e miracolosamente il vento ritorna a soffiare. E quando soffia si prova sempre una grande emozione.
Il sistema neozelandese di affrontare una gravidanza, parto e post parto ci piace. Tutto molto in relax come se fosse la cosa più naturale al mondo. Non lo è forse ?
Una midwife che una volta al mese fa un controllo generale della salute fisica e mentale della futura mamma.
Una persona come nel nostro caso che sembra molto preparata, con una ventina di anni di esperienza e migliaia di bambini al seguito. Una persona che offre la sua disponibilità 24 ore al giorno per 7 giorni su 7, qualunque cosa succeda, già ti fa partire con il piede giusto. Due ecografie in tutta la gravidanza e due volte gli esami del sangue. Poi ci si ritroverà tutti in Ospedale il giorno del fatidico evento. Mancano ancora 3 mesi e mezzo circa.
Purtroppo non siamo più andati alle Vanuatu al matrimonio di due nostri amici italiani. E' stata una scelta diciamoquasi forzata, visto alcune cose successe negli ultimi mesi. La più importante il fatto di dover volare per Rosi in un momento in cui anche le compagnie aeree sono più propense al divieto che non al permesso. E poi tanti altri piccoli impedimenti. Peccato sicuramente, per l'ambiente che avremmo incontrato, ma anche per l'evento in se.
Il nostro più sentito augurio di felice matrimonio ad Alberto e Olivia, soprannominati ora i "Pazzi Piemontesi". Hanno fatto una scelta molto difficile secondo il nostro punto di vista, ma condivisibile se guardata con i loro occhi. Un oceano di fortuna è quello che ci sentiamo di augurare loro in questo momento.

All'aeroporto in attesa dell'arrivo del mitico Roger.

Il mattino successivo il giovane ancora ko.

Poi lo abbiamo portato a fare due passi in centro e sul lungo mare per riprendersi.

Eccolo sul pontile di Orakei con la sorellina che cerca di catturare l'immagine del centro città.

Qui invece con il cognato già a litigare nello splendido Albert Park a due passi dalla Sky Tower.

Non ha resistito a scalare una stupenda quercia vinto dal suo istinto di scalatore.

Poi però ha dovuto affaticarsi a spingere un auto in panne, con l'aiuto del cognato naturalmente.